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Wim Wenders


CURIOSITÀ

Pina 3D (2011)
L'amicizia tra il regista Wim Wenders e Pina Bausch nasce nel 1985; dopo aver assistito a "Café Müller" nasce anche l'idea di fare un film insieme. Solamente nel 2007, dopo aver visto il film concerto "U2 3D", Wenders capisce che il 3D è la tecnica ideale per trasportare il teatrodanza sullo schermo.

I due volti di Gennaio (2014)
Da tre romanzi di Patricia Highsmith, Sconosciuti in treno, del 1950, Il talento di Mr. Ripley, del 1955, e L'amico americano, del 1974, sono stati tratti i film L'altro uomo di Alfred Hitchcock, del 1951, L'amico americano di Wim Wenders, del 1977, Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella, del 1999, e Il gioco di Ripley di Liliana Cavani, del 2002.

Paris, Texas (1984)
Il film è dedicato alla critica cinematografica tedesca Lotte H. Eisner morta durante le riprese del film. Per Wim Wenders è stata una persona molto importante che ha contribuito alla diffusione del Nuovo cinema tedesco.

Paris, Texas (1984)
Ai BAFTA 1985 per questo film Wim Wenders ha vinto il premio alla Migliore Regia. Ha vinto inoltre la Palma d'oro come Miglior Film al Festival di Cannes 1984.

Paris, Texas (1984)
Il film è stato girato seguendo l'ordine cronologico della sceneggiatura. Solamente il filmato Super 8 che ritrae la famiglia anni prima della vicenda narrata nel film fu girato, personalmente da Wim Wenders, al termine delle riprese.

Paris, Texas (1984)
Sam Shepard e Wim Wenders scrissero solamente la prima metà della sceneggiatura convinti che l'ispirazione per la prosecuzione della storia sarebbe venuta sul set a riprese inoltrate. A causa di continui rinvii per la difficoltà nel reperire i fondi necessari per la produzione Sam Shepard si ritrovò impegnato a lavorare a un altro film quando Paris, Texas raggiunse il punto in cui la sceneggiatura finiva. In seguito Wenders spedì ciò che aveva scritto a Shepard che a sua volta dettò per telefono al regista i dialoghi tra Harry Dean Stanton e Nastassja Kinski delle due scene madri del film che si svolgono all'interno della cabina del peep-show.

Paris, Texas (1984)
Claire Denis lavorò a questo film come assistente alla regia di Wim Wenders.

Il cielo sopra Berlino (1987)
Il film è stato ispirato dalle poesie di Rainer Maria Rilke: Wim Wenders ha dichiarato che gli angeli vivono nelle poesie di Rilke. Il regista ha chiesto la collaborazione di Peter Handke per scrivere molti dei dialoghi, e nel film ricorre spesso la poesia Lied vom Kindsein.

Il cielo sopra Berlino (1987)
Durante la produzione del film il direttore della fotografia Henri Alekan e il regista/sceneggiatore Wim Wenders utilizzarono una calza di seta come filtro per realizzare le sequenze monocromatiche.

Il cielo sopra Berlino (1987)
Il film venne progettato da Wim Wenders dopo il suo ritorno in Germania. Il regista aveva trascorso otto anni negli Stati Uniti dove aveva girato quattro film in inglese.

Il cielo sopra Berlino (1987)
Per la parte poi assegnata a Peter Falk, Wim Wenders voleva un personaggio pubblico molto famoso e inizialmente aveva contattato Willy Brandt. L'ex-cancelliere rifiutò decisamente la possibilità di recitare in un film e quindi Wenders iniziò a cercare un attore molto famoso disposto a girare una parte secondaria nel film. Dopo alcuni colloqui Falk acconsentì.

Il cielo sopra Berlino (1987)
Wim Wenders iniziò le riprese del film senza avere un vero copione in mano; aveva deciso a grandi linee le scene e le ambientazioni, ma non aveva fissato una vera tabella di marcia con le scene da svolgere e con le battute da far recitare agli attori.

Il cielo sopra Berlino (1987)
Quando Peter Falk arrivò in Germania non riuscì a incontrare subito il regista, ma dovette preoccuparsi di scegliere il vestito adeguato alla situazione, senza aver parlato con Wim Wenders e senza avere un copione come guida. Questo rese la scelta del vestito e del cappello molto difficile. Infine Wenders incontrò Falk e l'attore mostrò al regista il vestito e i vari cappelli che aveva provato e le sensazioni che gli davano, ogni cappello con il suo problema. Wenders trovò la situazione simpatica e decise di aggiungere una scena dove Falk, che recitava nel ruolo di se stesso, cercava il cappello adeguato per il film che doveva girare. Peter Falk interpretava il ruolo di un ex-angelo che spinge Damiel a effettuare il grande passo e a diventare umano.

Il cielo sopra Berlino (1987)
Nei primi giorni di riprese il regista e il costumista non avevano ancora deciso che costume dare agli angeli. Per gli angeli il costumista recuperò tutte le armature e tutti i costumi alati che poteva e li fece provare agli attori, ma Wim Wenders non era soddisfatto dell'effetto scenico e infine decise di fornire gli angeli di un semplice cappotto, abbandonando armature e ali.

Papa Francesco - Un uomo di parola (2018)
Il regista Wim Wenders sostiene che «Papa Francesco è l'esempio vivente di un uomo che si batte per ciò che dice. Nel nostro film, egli si rivolge direttamente allo spettatore, in modo sincero e spontaneo. Volevamo che fosse un film per ogni tipo di pubblico, poiché il messaggio del Papa è universale. Grazie alla piena collaborazione del Vaticano, abbiamo avuto il privilegio di accedere a molte udienze con Papa Francesco e Focus Features - che ha acquistato i diritti per la distribuzione cinematografica - si unisce ora a noi nel portare la sua straordinaria compassione e il suo profondo umanesimo al pubblico di tutto il mondo».

Papa Francesco - Un uomo di parola (2018)
In merito al film, Monsignor Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, ha affermato: «Se penso alla poetica di Wim Wenders mi si presentano gli angeli protagonisti ne Il cielo sopra Berlino e in Così lontano, così vicino. Sono angeli che attraversano in filigrana l’esperienza biblica e quella letteraria così lontani dallo stereotipo devozionale. Wenders ha la consapevolezza che è il fascio di luce dello sguardo a rendere puro o impuro il mondo: responsabilità che si respira nei movimenti dei suoi racconti documentari. Per questo abbiamo voluto avere il maestro tedesco a segnare l’apertura del Giubileo Straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco. E così è nata dal Centro televisivo vaticano la proposta di un film che raccontasse il dialogo tra Papa Francesco ed il mondo contemporaneo, attraverso le domande di uomini e donne di ogni provenienza ed estrazione, rivolte al Pontefice. Un'esperienza cinematografica intensa, una testimonianza raccolta attraverso la macchina da presa che diviene, come lo fu per Leone XIII, un ponte, un abbraccio con gli uomini e le donne di ogni fede, cultura, appartenenza sociale o politica».


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