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Tinto Brass


CURIOSITÀ

L'uomo che guarda (1993)
Tinto Brass compare come stimato professore, in TV mentre ha una copia del romanzo moraviano e il suo trompe-l'oeil conclude il film.

Pecore in erba (2015)
Partecipano al film, nel ruolo di se stessi, personaggi noti come Corrado Augias, Tinto Brass, Gianni Canova, Ferruccio De Bortoli, Giancarlo De Cataldo, Elio, Fabio Fazio, Gipi, Enrico Mentana, Vittorio Sgarbi, Kasia Smutniak, Mara Venier, Aldo Cazzullo.

Istintobrass (2013)
Distribuito in home video da Koch Media, l’edizione speciale del documentario in 4 dischi (sia Blu-Ray che DVD), contiene molti contenuti speciali, tra i quali: il film inedito La Vacanza, il girato del film mai realizzato DNA e le scene tagliate di Paprika (1991), oltre naturalmente alle interviste integrali di coloro che hanno partecipato, in qualità di testimoni dell’arte di Tinto Brass, al film: Helen Mirren, Franco Nero e Franco Branciaroli. In più, il cofanetto sarà impreziosito anche da un libro fotografico con immagini inedite provenienti dall’Archivio di Tinto Brass e realizzate dal fotografo di scena Gianfranco Salis.

Chi lavora è perduto (In capo al mondo) (1963)
Regista noto a chiunque per i suoi film erotici, che a partire dagli anni '80 hanno stuzzicato pubblico e critica, Tinto Brass esordì nel 1963 con questa pellicola intitolata originariamente In capo al mondo.

Chi lavora è perduto (In capo al mondo) (1963)
Tinto Brass era stato assistente di Roberto Rossellini: questo film ha un epilogo che ricorda vagamente Europa '51.

Chi lavora è perduto (In capo al mondo) (1963)
Tinto Brass gira una pellicola unica e preziosa, in equilibrio tra il neorealismo nostrano e la nouvelle vague francese. Del primo ha il tema del bisogno, il tragicomico, la parlata (un dialetto veneto efficace ma difficile da seguire), della seconda ha la flânerie, lo snobismo, la verbosità. L’amore per la nouvelle vague passa dall'esplicito omaggio a Godard (con una inquadratura del manifesto di Vivre sa vie) al tocco francese di tutto il film, che ha la grazia del primo Truffaut de I 400 colpi.

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