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Dead of Winter (2025), recensione film: sopravvivenza nel gelo del Minnesota

04/02/2026 01:49

Claudio Cinus

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Dead of Winter (2025), recensione film: sopravvivenza nel gelo del Minnesota

Emma Thompson protagonista di Dead of Winter, thriller psicologico di Brian Kirk tra survival, indagine e tensione emotiva sullo sfondo di un inverno letale.

È nella tradizione del Locarno Film Festival consegnare un premio alla carriera al giorno o quasi, prima delle affollate proiezioni serali in Piazza Grande. Talvolta i premiati vanno in Svizzera solo per ricevere il premio, talvolta hanno anche un film da presentare. Emma Thompson fa parte del secondo gruppo: le è stato assegnato il Leopard Club Award, ma è stata invitata anche come protagonista di Dead of Winter, uno dei film selezionati proprio per la prestigiosa sezione dei film proiettati in piazza.

Un viaggio pericoloso nel cuore dell’inverno

Anche per una plurivincitrice di Oscar come Thompson i ruoli da protagonista sono diminuiti inesorabilmente con il passare degli anni, secondo quella regola (soprattutto) hollywoodiana non scritta per cui dopo i quarant’anni un’attrice si immette sul viale del tramonto. Che abbia ancora voglia e capacità di essere il volto principale di un film si capisce chiaramente guardando Dead of Winter di Brian Kirk, un thriller ambientato in un bianchissimo e ghiacciato Minnesota invernale (gran parte del film è stato girato in Finlandia, alle stesse latitudini del Minnesota). È Babs, una vedova che decide di tornare a pescare sul lago completamente ghiacciato dove anni prima aveva fatto lo stesso con il suo futuro marito. Il malinconico viaggio nei ricordi della sua giovinezza viene stravolto dalla scoperta casuale di una ragazza in pericolo (Laurel Marsden) e dalla presenza di una coppia (Judy Greer e Marc Menchaca) che la trattiene contro la sua volontà.

Personaggi e dinamiche di sopravvivenza

Una persona comune si trova coinvolta per caso in una storia incredibile e piena di azione, riuscendo a tirare fuori qualità di sopravvivenza inaspettate: anni fa, sarebbe stato un ruolo per Harrison Ford, un uomo; mentre in quest’epoca leggermente più paritaria, gli sceneggiatori Nicholas Jacobson-Larson e Dalton Leeb hanno potuto scrivere la storia con una protagonista femminile, nonché con una spietata antagonista anch’essa femminile (Purple Lady), lasciando comunque una ragazza nei panni della più comune vittima terrorizzata e inerme. Troviamo anche una quarta figura femminile, la versione giovane di Babs interpretata da Gaia Wise, che compare nei flashback che portano quel calore rassicurante completamente assente nelle gelide sequenze contemporanee.

Memoria ed esperienza al servizio del realismo

Per affrontare una situazione pericolosa senza l’ausilio di un corpo giovane, senza poter chiedere aiuto a nessuno e trovandosi al cospetto di persone pronte a uccidere, Babs deve fare affidamento su tutte le sue qualità. Nonostante sia presente il rischio di esagerare nel dotare il personaggio di abilità spropositate, Babs non compie nulla di impensabile; il suo sangue freddo è tipico di un thriller ben costruito. Sfrutta le sue conoscenze sul clima e sull’ambiente: riesce a muoversi nel bosco innevato e sul lago ghiacciato con una consapevolezza raggiunta nel corso di molti anni. I flashback interrompono l’azione concitata per darci la possibilità di comprendere motivazioni e memorie profonde, trasformando il peso del passato in carburante narrativo.

Un thriller che diventa riflessione

Non manca la pura azione in questo thriller, ma la componente psicologica del personaggio, concepita a partire dalla sua storia personale, rende Dead of Winter molto più che un semplice susseguirsi di scene tese e pericolose. Se si aggiunge il fascino dei paesaggi invernali cromaticamente monotoni ma geograficamente articolati, oltre a un ritratto di resilienza e sopravvivenza, il film può essere letto anche come una metafora sulla preparazione alla morte non come fine, ma come trasmissione dello spirito vitale a chi resta.

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Scheda Film

Regia: Brian Kirk
Sceneggiatura: Nicholas Jacobson-Larson, Dalton Leeb
Interpreti: Emma Thompson, Judy Greer, Marc Menchaca, Laurel Marsden, Gaia Wise, Cúán Hosty-Blaney, Brían F. O’Byrne, Lloyd Hutchinson
Fotografia: Christopher Ross
Montaggio: Tim Murrell
Musica: Volker Bertelmann
Produzione: Stampede Ventures, Augenschein Filmproduktion, Film- und Medienstiftung NRW, MMC Studios, Stampede Studios, Wild Bunch Germany, Zweites Deutsches Fernsehen
Durata: 98 minuti
Paese: Stati Uniti / Germania

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