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Empire of light (2022), la recensione del film di Sam Mendes: una storia d'amore e mutamenti social in epoca T

06/03/2023 10:59

Emanuela Di Matteo

Recensione Film, Film Drammatico, Sam Mendes, Film Regno Unito, Film USA, Colin Firth, Olivia Colman,

Empire of light (2022), la recensione del film di Sam Mendes: una storia d'amore e mutamenti social in epoca Thatcher

Il regista Sam Mendes ci racconta una storia d'amore metafora dei mutamenti sociali.

Empire of light è il nome del grande palazzo dei cinema nel quale lavorano il giovane e nero Stephen (Michael Ward), strappa-biglietti appena rifiutato al college e la signora bianca, di mezza età, Hilary (Olivia Colman). 

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Siamo nell'Inghilterra all'inizio degli anni 80, in una cittadina sul mare, ed entrambi sono piuttosto infelici: lui perchè ha dovuto ripiegare su questo lavoretto, accantonando per il momento le ambizioni; lei con un passato di depressione, è costretta a subire le angherie sessuali del vecchio direttore del cinema, un ripugnante Colin Firth

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Tra i due, pur così diversi, suffragato da rispetto e solidarietà, nascerà un rapporto sentimentale forte, destinato a non estinguersi mai del tutto, ma messo a dura prova da quel razzismo di fondo di una società restia ai cambiamenti ma in procinto di cambiare.

Il regista Sam Mendes ci racconta una storia d'amore che è la metafora dei mutamenti sociali e culturali profondi di quegli anni dominati dalla severa figura della signora Thatcher, durante i quali coesistono nuovi afflati di libertà ed opportunità accanto a vecchi odi e violenze razziste.

I frangiflutti di queste potenti correnti contraddittorie, sono, secondo il regista, l'amore e il cinema, e anche l'amore per il cinema, che permettono di resistere alle ondate della vita e del destino. Il registro di Sam Mendes è quello della narrazione classica, che si attiene ad una limpida grammatica filmica priva di virtuosismi. 

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Empire of light rappresenta probabilmente un omaggio al cinema come lo era stato Nuovo Cinema Paradiso per Giuseppe Tornatore, un amarcord fatto di dolcezze e di nostalgie.

 

Nonostante queste ottime premesse, l'eccelsa fotografia - Roger Deakins, nuovamente candidato all'Oscar - e la recitazione sfogorante dei protagonisti, sui quali giganteggia Olivia Colman, Empire of light ha tempi lenti. Non coinvolge lo spettatore quando dovrebbe, fino a restare un lavoro da manuale del cinema con momenti intensi ma sparuti, che non riesce a trasportarci appieno in quell'impero di luci che gettano anche il riverbero di ombre oscure e spaventose. 

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Eppure i temi tratti sono molti e interessanti: la storia d'amore in un contesto socio-culturale ostile, un 1981 guardato dal punto di vista di chi lavora nel e per il cinema e non ultimo la malattia mentale, un demone personale che si affiancherà ai demoni della società inglese di quegli anni. Ma tutto scorre in modo poco approfondito e senza lasciare tracce nel cuore, troppo perfetto e didascalico.

 

Sam Mendes qui si trova per la prima volta a firmare un film come autore unico della sceneggiatura e chissà che non sia stato questo il nocciolo del problema.

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Empire of light resta un film piacevole, ben girato e ancora meglio interpretato, che però non realizza le sue ambizioni, se non quella di accompagnare lo spettatore in un interessante viaggio a ritroso nel tempo.


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Genere: drammatico

Paese, anno: Regno Unito/USA, 2022

Regia: Sam Mendes

Sceneggiatura: Sam Mendes

Fotografia: Roger Deakins

Montaggio: Lee Smith

Interpreti: Colin Firth, Crystal Clarke, Hannah Onslow, Micheal Ward, Olivia Colman, Tanya Moodie, Toby Jones, Tom Brooke

Colonna sonora: Atticus Ross, Trent Reznor

Produzione: Neal Street Productions

Distribuzione: The Walt Disney Company Italia

Durata: 119'

Data di uscita: 02/03/2023

 

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