Il passato come punto di partenza
Distribuito nelle sale italiane il 5 febbraio 2026 da MUBI, My Father’s Shadow (vincitore della Caméra d’Or – Mention d’honneur al Festival di Cannes 2025) è il primo confronto con il lungometraggio di Akinola Davies Jr., regista anglo-nigeriano conosciuto per il corto Lizard (2020) e per le collaborazioni con case di moda come Gucci, Kenzo e Louis Vuitton. Scritto insieme al fratello Wale Davies, il film, parzialmente autobiografico, nasce dai ricordi dell’infanzia a Lagos e dalla memoria del padre (interpretato da Ṣọpẹ́ Dìrísù), figura centrale del racconto. Mitizzato dal tempo e dallo sguardo del regista-figlio, il padre è oggetto di una disperata ammirazione ma, come tutte le divinità sui loro altari, è inavvicinabile, incomprensibile, avvolto da una nube di mistero che gli anni hanno contribuito a offuscare.
Questione di sguardi
Apparentemente un tipico dramma su un complesso rapporto familiare, il film è elevato dallo sguardo del regista, che permea ogni inquadratura con una quieta malinconia, resa quasi amara dalla solitudine che emerge dal confronto con un passato ormai perduto. Uno sguardo adulto e consapevole si sovrappone alla prospettiva dell’io bambino, incompleta e incapace di comprendere tutte le sfumature del mondo a cui appartiene il padre. Si assiste a una doppia perdita: quella del bambino che tenta di afferrare la realtà che gli si apre davanti e quella dell’adulto che tenta di ricostruire la stessa realtà, rifiutandosi di accettare di non averla mai realmente posseduta. Ciò avviene tramite inquadrature ponderate, che si soffermano sui dettagli degli ambienti in cui si muovono i personaggi e pongono sullo stesso livello oggetti, animali, piante ed esseri umani. La ricerca del dettaglio chiave che potrebbe rivelare la verità del passato diventa metodo di esplorazione del mondo in chiave post-umana. La prospettiva profondamente intima del regista fa sì che lo spettatore si ritrovi nel ruolo di intruso, il suo sguardo esterno una presenza aliena nella dinamica padre-figli. A proiezione conclusa, però, questa dinamica si ribalta e le immagini viste sullo schermo si ripresentano nella mente dello spettatore, che si ritrova infestato dagli stessi fantasmi del regista. L’esperienza da videomaker nel mondo della moda emerge nell’attenzione per le sottigliezze visive e nella capacità di catturare la bellezza nell’oscurità, rendendo la visione un’esperienza che persiste oltre il buio della sala.
Una storia di ombre
Il film è strutturato come un’odissea al contrario, che inizia con il ritrovamento del padre e termina con la sua perdita, mostrata attraverso il viaggio di un giorno nella Lagos del 1993, sul precipizio della crisi presidenziale. La dinamica familiare si intreccia con la realtà storica, che, filtrata dallo sguardo del protagonista bambino, torreggia sulla famiglia come una minaccia oscura e indefinita. Nelle mani dei fratelli Davies, questa tensione diventa l’occasione per costruire un parallelo tra la ricerca di un padre e la ricerca della Nigeria di un presidente scelto dal popolo. Akinola Davies Jr. costruisce una raccolta di ombre personali con cui si confronta, consapevole di non poter uscire vincitore dallo scontro con la memoria. La carica emotiva della sua regia è ciò che conferisce a una vicenda intima una valenza universale, spingendo lo spettatore a misurarsi con gli spettri del passato, siano essi quelli della Storia o della propria storia.

Scheda Film
Titolo originale: My Father’s Shadow
Genere: Drammatico
Paese: Regno Unito, Nigeria
Anno: 2025
Regia: Akinola Davies Jr.
Sceneggiatura: Akinola Davies Jr., Wale Davies
Fotografia: Jermaine Canute Bradley Edwards
Montaggio: Omar Guzmán Castro
Interpreti: Ṣọpẹ́ Dìrísù
Produzione: Element Pictures, Fatherland Productions, BBC Film, BFI, Crybaby
Distribuzione italiana: MUBI
Durata: 93 minuti
Data di uscita in Italia: 5 febbraio 2026



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