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Bellas Mariposas (2012): la recensione del film di Salvatore Mereu a Venezia69

24/09/2013 10:00

Riccardo Tanco

Recensione Film, Film Italia, Salvatore Mereu,

Bellas Mariposas (2012): la recensione del film di Salvatore Mereu a Venezia69

Tratto dall’omonimo libro di Sergio Atzeni e presentato in concorso nella sezione Orizzonti di Venezia69

Tratto dall’omonimo libro di Sergio Atzeni e presentato in concorso nella sezione Orizzonti della 69° Mostra del cinema di Venezia, Bellas Mariposas è un film coraggioso ed energico, poetico e spietato, consapevole delle brutture che mostra ma senza voler scandalizzare o oltraggiare nessuno. La naturalezza e la spontaneità della pellicola emergono con forza, ed è difficile non esserne coinvolti.

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Cate, ragazzina di undici anni, vive in una casa decadente nella periferia di Cagliari, posto poco raccomandabile per una bambina, dove pullulano criminali e drogati, e dove la speranza per un futuro più luminoso è fioca.

Come se non bastasse la situazione interna nella casa di Cate è tutt’altro che tranquilla: il padre è un imbroglione, falso malato e scansafatiche, che sta in casa tutto il giorno senza fare nulla; la madrem malata per davvero, è costretta a fare tutto per tutti; il restante mosaico familiare composto da fratelli “superdotati” ma molto idioti e sorelle incinte, va e viene per la casa.

 

Il regista Salvatore Mereu - qui alla sua quarta prova dietro la macchina da presa (i precedenti lavori sono i bellissimi ma poco visti Ballo a tre passi, Sonetàula e Tajabone - torna a raccontare una Sardegna inedita, fuori dall’immaginario comune in cui si è soliti inquadrare l’isola come un paradiso pieno di glamour e senza preoccupazioni. Qui si racconta di una periferia sporca, invivibile e soffocante, un piccolo universo popolato da una poco catalogabile umanità. Non c’è volontà d’accusa verso nessuno, Quello che si vede nella pellicola è continuamente in bilico tra documentario surreale e film realista. Lo spettatore crede a quello che sta vedendo pur dubitando se in verità una situazione simile esista davvero, pur non mettendo mai in discussione la credibilità filmica e la sincerità nel raccontarla. Perché il film appassiona e diverte, stupisce in maniera a volte grossolana per delle immagini (coraggiose) e delle situazioni al limite, ma tutto è inserito in un contesto sociale ben preciso, che viene affrontato con grinta dalla trascinante protagonista, la giovanissima Sara Podda, interprete di Cate.

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La costruzione narrativa esiste per creare un personale diario filmato del suo personaggio. La sceneggiatura, a opera dello stesso Mereu, racconta dal punto di vista cronologico una giornata delle due ragazze protagoniste, la già citata Cate e la sua migliore amica Luna (l’altrettanto brava Maya Mulas). Non si gioca mai di pietismo o di retorica, si rende chiaro il problematico microcosmo socio-ambientale in cui il film è svolto e quindi si lavora per contrasto tematico. Abbattere l’infelicità, la rovina, o una vita senza prospettive con la gioiosità e la colorata vivacità delle immagini dell’adolescenza, mai pronta ad arrendersi e sempre volenterosa di cercare il lato bello e innocente delle cose. E in questo Bellas Mariposas funziona in maniera straordinaria, non cadendo mai nello scabroso anche se per esempio, due undicenni parlano liberamente di sesso o sono coinvolte in situazioni erotiche.

 

Bellas Mariposas non è un film triste o un racconto di formazione su due ragazze costrette a un’esistenza deficitaria e complicata. Piuttosto un inno alla vita e al non piangersi addosso, tanto che i continui sfoghi nella prima parte del film da parte di Cate suonano genuini e mai ridondanti, pieni di speranza nonostante tutto e tutti.

 

E pieno di speranza è anche il finale, sospeso tra il grottesco e il magico, e in piena linea con un film libero, anche ingenuo a tratti, ma puro, come le bellissime farfalle protagoniste.


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Genere: drammatico

Titolo originale: Bellas mariposas

Paese/Anno: Italia, 2012

Regia: Salvatore Mereu

Sceneggiatura: Salvatore Mereu

Fotografia: Massimo Foletti

Montaggio: Paola Freddi

Interpreti: Anna Karina Dyatlyk, Carlo Molinari, Davide Todde, Luciano Curreli, Maria Loi, Maya Mulas, Micaela Ramazzotti, Rosalba Piras, Sara Podda, Simone Paris

Colonna sonora: Antonio Castrignanò, Balentes, Rosalba Piras, Train to Roots

Produzione: Rai Cinema, Viacolvento

Distribuzione: VIACOLVENTO

Durata: 100'

Data di uscita: 09/05/2013


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