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La Dolce Vita (1960): la recensione del capolavoro di Federico Fellini con Marcello Mastroianni

05/10/2015 10:00

Samantha Ruboni

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La Dolce Vita (1960): la recensione del capolavoro di Federico Fellini con Marcello Mastroianni

Il film cult di Federico Fellini, che ha cambiato il cinema e la società italiana

Pietra miliare della storia del cinema, La Dolce Vita, Palma d'Oro a Cannes nel 1960, narra le vicende di Marcello Rubini (Marcello Mastroianni), giornalista con il sogno nel cassetto di diventare scrittore. Marcello si trova a che fare con dive (Anita Ekberg), intellettuali (Alain Cuny) e amori intrecciati (Anouk Aimèe, Yvonne Fourneaux, Magall Nöel), sperando di arrivare a uno stile di vita più alto ed elevato.

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Con un finale disarmante, nello stile che lo contraddistingue, Federico Fellini ci porta nella Roma della “dolce vita”: dissacrata, corrotta e arrogante celata da flash e bottiglie di champagne.

Denso di rimandi ad avvenimenti realmente accaduti, il film vaga fra i luoghi culto della Roma dell'epoca - in primis via Veneto - coi suoi bar frequentati da starlette e dive del cinema, ma non solo, anche la vita popolare e quella più intima e intellettuale degli interni dei salotti altoborghesi.

La dimensione in cui si muove la trama è, come in ogni film del regista, quella onirica e trasognata. La maggior parte degli episodi si svolge di notte, una notte dove tutto può accadere, ma l'alba riporta tutti alla realtà e i personaggi come creature notturne rifuggono il sole per tornare alle loro misere vite di tutti i giorni. Con scene surreali e enigmatiche, il protagonista oltre alla città, indaga anche l'animo umano.

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Marcello, alter-ego del regista, fa i conti con il gusto e il disgusto dell'ambiente in cui vive. E rischia in ogni istante di perdersi in quella “giungla” che è la città di Roma, tra i suoi variegati abitanti e passanti.

Il suicidio dell'amico a cui Marcello si sentiva più legato, smuove qualcosa nel cinico protagonista portandolo all'autodistruzione. Dopo la visione del mostro sulla spiaggia, Marcello scorge Paolina che cerca di parlargli, ma lui non la riesce a sentire. Il sorriso finale della bambina ci fa sperare che tutto non è perduto, che forse per Marcello - e per tutti noi - c'è ancora speranza.

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La Dolce Vita è il film protagonista del terzo episodio di Le Parti Noiose Tagliate, il podcast di Silenzioinsala.com che racconta storie di cinema. Per ascoltarlo clicca qui sotto, oppure cerca LPNT sulle principali piattaforme (incluso Spotify).

Censurato e criticato dalla società dell'epoca (ricordiamo, per esempio, l'articolo intitolato La schifosa vita probabilmente redatto da Oscar Luigi Scalfaro), Fellini fa qui un ritratto dissacrante della Roma bene compiendo una riuscitissima analisi della società e permettendo agli spettatori di riflettere, disperare e nel finale perfino sperare. La regia, gli attori e la sceneggiatura sono sublimi e ben vengono armonizzate dai silenzi e dalla colonna sonora di Nino Rota, ormai parte dell'immaginario collettivo con le sue melodie di gusto circense.

L'opera in cui si sancisce il connubio Fellini-Mastroianni, che troverà il suo grado massimo nel film successivo del regista, , che con esso costituisce una sorta di pendant.


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Genere: drammatico

Paese, Anno: Italia/Francia, 1960

Regia: Federico Fellini

Sceneggiatura: Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, Brunello Rondi, Pier Paolo Pasolini (non accreditato)

Fotografia: Otello Martelli

Montaggio: Leo Catozzo

Interpreti: Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Anouk Aimée,  Yvonne Furneaux, Magali Noël, Alain Cuny, Annibale Ninchi, Walter Santesso, Valeria Ciangottini, Mino Doro, Audrey McDonald, Jacques Sernas, Polidor, Lex Barker, Laura Betti, Enzo Cerusico

Musiche: Nino Rota

Produzione: Riama Film,

Pathé Consortium Cinéma

Distribuzione: Cineriz

Durata: 180'


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Le parti noiose tagliate è un podcast di Silenzioinsala.com che racconta storie di cinema. Diceva Alfred Hitchcock: «Drama is life with the dull bits cut out», il cinema è la vita, con le parti noiose tagliate. Raccontiamo il cinema attraverso le storie che lo compongono. Per ascoltarlo clicca qui.


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