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A Classic Horror Story (2021), la recensione: tensione e folklore nell'horror di De Feo e Strippoli su Netflix

14/08/2021 09:00

Marco Filipazzi

Recensione Film, Netflix Original, Film Horror, Film Italia, Roberto De Feo, Paolo Strippoli, Emanuele Pasquet, Cristina Donadio, Matilda Lutz,

A Classic Horror Story (2021), la recensione: tensione e folklore nell'horror di De Feo e Strippoli su Netflix

Ammettiamolo: A Classic Horror Story è una figata

«Il cinema di genere italiano è morto».

«In Italia si fanno solo commedie e film di youtuber».

«In Italia nessuno vuole avere paura. Entrate nel cinema e dite: “Che schifo! Aiuto!” Poi però quando si accende la televisione ci sono solo morti».

Provate a negare di avere sentito almeno una volta pronunciare da qualche cinefilo almeno una di queste frasi.

 

O, magari, siete stati/e proprio voi ad averlo pensato. E sempre voi, quando avete capito che A Classic Horror Story era un film made in Italy, avete storto il naso o provato una punta di fastidio. Ok adesso che avete ammesso tutto ciò, ammettiamo anche che A Classic Horror Story è una figata.

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Il film inizia mantenendo la sua promessa, con il classico incipit da film horror, dove il tipico gruppo di vittime predestinate si trova ad affrontare un viaggio in camper.

I cinque sono sconosciuti che, per contenere le spese, hanno scelto il car pooling: c’è la studentessa con dei traumi sopiti, un medico scontroso, una coppia di fidanzatini (lei scappata di casa, lui inglese coatto trapiantato negli USA); c’è il proprietario del camper, uno studente di cinema e aspirante regista che è un concentrato di cliché nerd. Anziché un deserto pieno di cannibali mutanti o un bosco infestato da strane maledizioni, i nostri devono percorrere le poco battute strade dell’Aspromonte calabrese.

Notte. Un incidente. I protagonisti perdono conoscenza, come da tradizione delle più classiche storie horror, e si risvegliano in una radura dove c’è una bizzarra casa dalle geometrie appuntite e i segni di uno strano culto (ci sono rimandi a feticci di legno e un velo di paganesimo) che idolatra Osso, Mastrosso e Carcagnosso, che altro non sono che i tre padri fondatori di Cosa Nostra, camorra, e ‘ndrangheta.

 

Il resto del canovaccio, come da classic horror story, potete immaginarlo anche da soli, ma... a un certo punto il “ma” arriva a scompigliare le carte, gettando nuova luce sugli eventi e sui personaggi.

 

Uno Shyamalan twist, anzi: un De Feo twist.

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Ed è qui che inizia la zona SPOILERA Classic Horror Story si trasforma, abbandonando le sue vesti classiche, in qualcosa di più moderno; in una seconda parte che, come molti hanno affermato, grida a squarciagola Ari Aster e Midsommar. Dove la mattatrice assoluta è Cristina Donadio (la Scianel di Gomorra – La serie) e il fulcro è una scena a tavola, sotto il sole cocente della Calabria, con in sottofondo una fisarmonica e una canzone in dialetto. Che rimanda sì ad Aster, ma strilla fortissimo anche Non aprite quella porta e richiama quell’immaginario (ancora una volta) da horror classico.

 

A Classic Horror Story parte da queste suggestioni per declinare il tutto in chiave squisitamente italiana, abbracciando quel folklore popolare di cui siamo pregni e che così poco il nostro cinema ha sfruttato in passato.

 

Per assurdo, è proprio Netflix che negli ultimi anni sta spingendo di più in questa direzione, sfornando prodotti come Il legame (un film con dei limiti, ma dalla storia affascinante) e Curon (un mezzo fiasco, ma giusta l’intuizione)

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Alla seconda prova da regista, Roberto De Feo lavora a fianco di Paolo Strippoli (in sceneggiatura con Lucio Besana, Milo Tissone e David Bellini) e dà segno di essere maturato non poco dal precedente The Nest sia come impostazione della storia, sia nella gestione della tensione e, soprattutto, dei colpi di scena. Sono almeno due i ribaltamenti di prospettiva dentro A Classic Horror Story, nessuno dei quali telefonato o prevedibile, nemmeno per lo spettatore più avvezzo. Quindi bene così.


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Genere: horror

Paese, anno: Italia, 2021

Regia: Roberto De Feo, Paolo Strippoli

Sceneggiatura: Lucio Besana, Roberto De Feo, Paolo Strippoli, Milo Tissone, David Bellini

Fotografia: Emanuele Pasquet

Montaggio: Federico Palmerini

Interpreti: Matilda Lutz, Francesco Russo, Peppino Mazzotta, Yuliia Sobol, Will Merrick, Alida Calabria, Cristina Donadio

Produzione: Colorado Film

Distribuzione: Netflix

Durata: 95'

Data di uscita: 14 luglio 2021

 


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