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Dracula e Vampiri: alle origini della leggenda con Bela Lugosi

30/10/2019 12:05

Emanuela Di Matteo

Speciale Halloween, Film Horror, Vampiri,

Dracula e Vampiri: alle origini della leggenda con Bela Lugosi

Iniziamo in occasione di Halloween un viaggio nella storia del vampiro (non solo) cinematografico: partiamo dalle origini, da Bela Lugosi

Iniziamo in occasione di Halloween un viaggio nella storia del vampiro (non solo) cinematografico: partiamo dalle origini, da Bela Lugosi

Uomini, donne, bambini e perfino animali: i vampiri non conoscono limiti di forma e si adattano a ogni luogo e a ogni epoca. Hanno bisogno di una sola cosa per sopravvivere, il nostro sangue. E con ogni probabilità anche un po' di compagnia. I vampiri viaggiano dentro la propria bara, avvolti nel sudario, sulle ali della leggenda, tra le pagine dei libri. Ma il loro mezzo di trasporto prediletto è il cinema. 

 

In Indonesia, ancora oggi, si teme la Pontianak, la donna vampiro, spirito rabbioso che si aggira non appena scende la notte per divorare donne incinte e bambini; nell'antica Grecia la Lamia, pazza di dolore per l'uccisione dei figli, vagava alla ricerca di vittime. Il regista Michael Chaves riprende l’immagine della donna assassina di innocenti ne La Llorona e ne fa un film cupo e suggestivo, nel quale si mostra forse troppo per spaventarsi davvero.

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In Cina, come accadeva in Egitto, si crede che ogni essere umano possieda più anime, ognuna con un differente destino. La più semplice di queste rimane all’interno del corpo anche dopo la morte. Esposto ai raggi della Luna, il cadavere può quindi rianimarsi, volare, rendersi invisibile e tramutarsi in nebbia. Non per nulla i vampiri cinesi abbondano: La leggenda dei 7 vampiri d'oro è un film del 1974 diretto da Roy Ward Baker e Chang Cheh che però non attinge alle leggende locali, come fa invece il più recente horror Rigor Mortis di Juno Mak del 2013.

 

Persino i morti interrogati da Ulisse, nell'Odissea, erano assetati di sangue. In pratica, in ogni luogo del mondo, Italia compresa, sono esistite credenze legate all'esistenza dei vampiri. Innumerevoli tombe antiche scoperchiate hanno rivelato paletti conficcati nel cuore del defunto, per non farlo tornare, oppure sono state pesantemente inchiodate. Il “revenant” infatti è colui che ritorna. Il film The Revenant di D. Kerry Prior ci scherza un po’ su: si tratta infatti di una commedia dark-horror nella quale vampiri e zombie si fronteggiano.

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Ma dove nasce il mito di Dracula, il più celebre dei succhiasangue?

 

Nell'Europa dell'Est e nei Balcani le leggende sui non-morti erano talmente numerose che nel 1819 lo scrittore inglese John Polidori si ispirò a esse per scrivere il breve racconto Il Vampiro, stigmatizzandone le principali caratteristiche. Ma il successo di Dracula di Bram Stocker “vampirizzò” il suo libro, facendolo dimenticare.

 

Dalla letteratura al cinema il passo è stato breve. Il cinema era – ed è – un gioco di ombre, un trucco di prestigio giocato fra le illusioni degli occhi e quelle del cuore. Tony Scott nel 1983 si ispira ial bellissimo racconto Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu (scritto nel 1872) e gira l’ironico ed erotico Miriam Si Sveglia a Mezzanotte con David Bowie, Catherine Deneuve e Susan Sarandon. Basterebbero già i loro nomi per correre a rivederlo. Il primo a risorgere dalla tomba però è stato Nosferatu il vampiro, capolavoro espressionista di Friedrich Wilhelm Murnau del 1922. La vedova di Stoker chiese il rispetto dei diritti di pubblicazione, per cui Murnau non potè chiamare Dracula il suo protagonista. Ma il grandissimo successo giunse nel 1931 con il successivo Dracula di Tod Browing, celebre per i suoi protagonisti freaks.

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L'attore protagonista, di origini ungheresi, Bela Lugosi, rimase per sempre legato al ruolo; al punto di farsi seppellire, il giorno della sua morte, col costume di scena. Nel 2000 la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti ha ritenuto il film "significativo culturalmente" e lo ha selezionato per la conservazione nel Registro Nazionale di Film. Un capolavoro da riscoprire.

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