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Ritratto della giovane in fiamme (2019), la recensione del film di Cèline Sciamma

28/02/2020 12:00

Samantha Ruboni

Recensione Film, Film LGBT,

Ritratto della giovane in fiamme (2019), la recensione del film di Cèline Sciamma

Ritratto della giovane in fiamme è un film di sguardi rubati

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L'Estate di Vivaldi: basterebbe solo questo per descrivere passioni, turbinii, sentimenti, ira che vivono Marianne ed Eloise. La prima è appena uscita dal convento e cerca di crearsi una vita sua e indipendente facendo la ritrattista; la seconda vive in una grande casa sulle scogliere britanniche, isolata dal mondo, dove aleggia il peso del suicidio della sorella. La vita di Eloise è fatta di negazioni e sbarramenti, il che la conduce a essere sempre in collera, ma Marianne deve dipingere il suo ritratto per poterlo spedire al suo promesso sposo a Milano: non sarà un lavoro facile perché Eloise fa di tutto per nascondere il suo volto.

 

Ritratto della giovane in fiamme è un film di sguardi rubati, quelli che permettono alle due protagoniste di conoscersi senza proferire parola tra loro; lo sguardo della pittrice mentre ritrae la giovane, ma anche lo sguardo di colei che posa per l’artista. Lo sguardo tra le fiamme della passione, lo sguardo impenetrabile di Eloise. Il tutto avviene in una pellicola senza colonna sonora, fatta accezione per due motivi ricorrenti. Il primo è Estate , appunto, che per la maggior parte del film sentiamo strimpellare al clavicembalo. Così come dalle note del clavicembalo si giunge all'exploit del finale, da brividi, così si evolvono i sentimenti e le passioni delle protagoniste. L’altro motivo, che segna una cesura tra prima e seconda parte del film, è la nenia Fungere non possunt: in crescendo, descrive la situazione delle due. Entra nella pelle e porta a capire come non possano sfuggire al loro destino. Questi gli unici due temi musicali del film, altrimenti descritto da lunghi silenzi, come quello della grande casa vuota o delle scogliere sotto il suono delle onde.

 

 

La casa solitaria diviene un microcosmo femminile composto dalle due protagoniste e dalla serva Sofie. Gli uomini non esistono, la loro presenza è sempre ai margini, nei discorsi, nelle proposte di matrimonio da cui scappare, nelle conseguenze delle loro azioni. La sensibilità, le tematiche e le emozioni dell'universo femminile vengono qui ritratti in maniera delicata e precisa, con una fotografia che ricorda i quadri d'epoca. L’arte è protagonista di questo microcosmo, con il mito di Euridice: Eloise/Euridice viene raffigurata in queste visioni in una tunica bianca, a sottolineare l'attenzione dei particolari di Cèline Sciamma, ma anche a rappresentare l'eternità in cui il ricordo di Eloise rimarrà nella mente di Marianne.

 

 

Ritratto della giovane in fiamme è un film forte e potente, non per niente vincitore del Prix du scenario – premio alla migliore sceneggiatura - a Cannes e segnalata come film della critica per il SNCCI (Sindacato nazionale critici cinematografici italiani).

 

 

 

 


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