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Apples (2020): la recensione del film di di Christos Nikou sul virus che colpisce la memoria

03/09/2020 12:56

Samantha Ruboni

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Apples (2020): la recensione del film di di Christos Nikou sul virus che colpisce la memoria

Christos Nikou è stato assistente alla regia di Yorgos Lanthimos: il soggetto di Mila ricorda molto da vicino The Lobster

Christos Nikou è stato assistente alla regia di Yorgos Lanthimos e si vede: il soggetto di Apples, film di apertura della sezione Orizzonti al Festival del Cinema di Venezia 77, ricorda molto da vicino The Lobster sia per i tagli delle inquadrature sia per la fotografia.

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Aris vive in un mondo dove si convive con una pandemia globale che toglie la memoria a chi viene contagiato.

Anche Aris viene portato in ospedale per amnesia e, dal momento che nessuno lo riconosce, diventa parte di un progetto che ridà nuova identità e una nuova vita a chi ha dimenticato la propria. Ma come si impara a essere umani?

La storia del film di Nikou è di certo originale, soprattutto in un tempo dove la pandemia è un tema fisso nelle vite di tutti noi. Il tema del virus non è l’unico elemento della nostra quotidianità analizzato da Nikou: la memoria è il nucleo principale del film.

 

In un mondo in cui ci affidiamo, quasi completamente, a Google e Instagram... quanto usiamo davvero la nostra memoria? Nella realtà vissuta dal protagonista Aris la tecnologia non esiste, se non per una Polaroid, che serve per ricordargli i suoi successi giornalieri: le fotografie divengono quindi contenitori di memoria, unica traccia rimasta del nostro passaggio e delle nostre gesta.

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L'immagine fotografica, del resto, sin dalle origini ha avuto questa funzione: da quando ha soppiantato i ritratti dipinti, fino a quel momento unici ritratti esistenti, si è fatta veicolo di trasmissione della nostra storia e unico modo per ricordare. Ma Nikou va più a fondo, interrogandosi su come si faccia ad insegnare agli smemorati come vivere da essere umani.

E lo fa attraverso una routine discutibile, ma che ben rappresenta la società odierna: si parte da piccole vittorie, come andare in bici; si arriva al sesso, visto solo come incontro occasionale; si giunge all’empatia, insegnata attraverso la conoscenza di una persona in fin di vita. L’amore è l’unica componente mancante in questa strana routine: quella immaginata da Nikou è una vita individualista e vuota. Tutti gli smemorati sono incastrati nello stesso limbo e nella stessa routine e sembrerebbe perfino nello stesso quartiere. 

L'ossessione di Christos Nikou per le mele è sicuramente l'elemento più originale del film. Le mele sembrano essere la vera passione del protagonista, almeno fino a che un plot twist rivela che queste migliorano la memoria; allora un altro frutto entra in gioco e la mela diventa simbolo della vita reale, che Aris si è lasciato alle spalle.

La trama di Apples ricorda il romanzo Cecità di Josè Saramago, tanto citato durante il lockdown. Christos Nikou realizza un film fatto di silenzi e pause, di personaggi grotteschi che abitano luoghi vuoti e senza vita. Apples è una storia di esistenze vuote e omologate, alla ricerca della felicità. 


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Genere: drammatico

Titolo originale: Mila

Paese/Anno: Grecia/Polonia, 2020

Regia: Christos Nikou

Sceneggiatura: Christos Nikou, Stavros Raptis

Fotografia: Bartosz Swiniarski

Montaggio: Giorgos Zafeiris

Interpreti: Aris Servetalis, Sofia Georgovasili, Anna Kalaitzidou, Argyris Bakirtzis

Colonna sonora: The Boy

Produzione: Boo Productions, Lava Film, Perfo

Distribuzione: Lucky Red, MioCinema

Durata: 90'

 


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