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Road to Paloma

05/06/2018 10:00

Emanuela Di Matteo

Recensione Film,

Road to Paloma

Gli ultimi giorni di un uomo "colpevole" solo di rivendicare se stesso e le proprie origini

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Davvero è così lontana l’epoca in cui un intero popolo fu sterminato e ridotto in schiavitù dai colonizzatori bianchi, che miravano a espandersi fino a occupare l’intero territorio che apparteneva ai Nativi Americani? L’esito di questa lunga e complessa guerra fu che fra il 1981 e il 1898 tutti i Nativi vennero per sempre relegati nelle Riserve e le rivolte delle tribù ribelli terminarono in un bagno di sangue. Road to Paloma racconta com’è la situazione oggi. Nella sostanza, sembra che sia cambiato ben poco. Jason Momoa è il Nativo Americano Robert Wolf: protagonista e regista del film, ne fa un racconto on the road fortemente estetico e romantico. Nonostante la presenza della polizia tribale, della quale il padre di Wolf fa parte, la legge non sembra essere per niente uguale per tutti; così lo stupro e la violenta aggressione alla madre di Wolf, conclusasi con la morte della donna, è restata quasi impunita. Wolf, ragazzone dalla bellezza selvaggia e straripante, si è vendicato; o meglio, ha fatto giustizia al modo dei Nativi Americani: ha indossato i colori di guerra, il rosso e il nero, e dopo aver fatto lo scalpo al colpevole, lo ha ucciso frantumandogli ogni osso del corpo. Per questo è ricercato dalla legge americana e un'implacabile FBI e è sulle sue tracce.


Paesaggi mozzafiato (ricolorati), deserti rossi, tramonti, infinite praterie del West, aspre catene montuose e laghi azzurri fanno da sfondo agli ultimi giorni di un uomo colpevole solo di rivendicare se stesso e le proprie origini, capace di amare con tenerezza, allacciare amicizie indissolubili, godersi la vita correndo su una moto, ma incapace di rinunciare alla sua libertà. Come in Easy Rider, nel quale i temuti outsider e ribelli si rivelavano poi le vittime di un Male ben più grande, Wolf e il suo amico musicista Cash (Robert Homer Mollohan), confuso e alcolizzato ma dal cuore d'oro, in sella alle loro moto, fuggono dalle contraddizioni delle vita, dai compromessi, dai vincoli di una società ipocrita e malfunzionante. Road to Paloma è una denuncia sociale che sceglie i toni epici del racconto machista e romantico, e che attraverso la bellezza quasi fumettistica e irreale delle immagini e una struttura narrativa semplice, racconta oggi come allora, l'ingiustizia della Giustizia, la negazione e ghettizzazione della diversità culturale, e la tragedia di un eroe buono. L'eclettico e talentuoso attore Robert Homer Mollohan non è solo il coprotagonista ma anche sceneggiatore e autore del soggetto del film. Anche la colonna sonora del film, indie e country, con echi tribali, riveste un ruolo non secondario in questo tragico sogno verso la libertà.


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