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Gaza Hospital

11/10/2010 10:00

Emidio De Berardinis

Recensione Film,

Gaza Hospital

All'inizio degli anni Ottanta fu costruito il Gaza Hospital, una delle più importanti strutture sanitarie del Libano, per curare i profughi palestinesi rifugiat

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All'inizio degli anni Ottanta fu costruito il Gaza Hospital, una delle più importanti strutture sanitarie del Libano, per curare i profughi palestinesi rifugiati, i libanesi e gli immigrati più poveri. I medici, provenienti da ogni angolo del mondo lavoravano senza sosta per ridare la vita e la speranza a bambini, donne, uomini e anziani scampati ad attentati, guerriglia e povertà, fino a che, nel 1982 fu completamente messo a ferro e fuoco dalle milizie cristiane libanesi sotto il controllo dell'esercito israeliano. Da allora l'edificio che ancora porta le ferite dei colpi e del sangue versato si è trasformato nel più grande campo profughi esistente; si sviluppa in altezza in corridoi e labirinti di vite, dove diverse generazioni di emigrati hanno trovato la propria casa e convivono pacificamente creando una vera e propria comunità. Attraverso la guida di Youssef Hamza, palestinese rifugiato in Libano, che dal 1987 abita nel cortile dell'ex ospedale, Marco Pasquini svela la memoria del Gaza Hospital e lascia parlare le mura crivellate, più vive del passato.


Gaza Hospital è il crocevia di vite generate dalla miseria e dalla violenza che portano nel cuore le centinaia di occupanti; i loro figli - molti dei quali nati in quell'ospedale - ignorano la loro storia. Il regista proietta sulle pareti delle piccole abitazioni immagini di repertorio che si materializzano attraverso i racconti di Youssef, il barbiere del “nuovo” Gaza Hospital; i ricordi di Aziza Khalidi, l'ex amministratrice generale dell'ospedale; di Ellen Siegel, un infermiera ebrea americana che ha lavorato volontaria nella struttura durante il massacro israeliano in Libano e attraverso gli occhi e le parole della dottoressa Swee Chai, chirurgo ortopedico malese e cristiana.


Il lavoro di Pasquini, Lillo Iacolino e di tutta l'equipe è un lavoro di minuziosa ricerca, un imparziale ritratto umano del Gaza Hospital, protagonista di una resistenza alla violenza, fonte di speranza e di un attaccamento alla vita che va oltre la realtà politica. Le testimonianze dei profughi - presenti alla strage e che ora vivono nell'edificio - sono visibili attraverso dei filmati di repertorio raccolti nell'arco di cinque anni. Un documentario che si fa sguardo critico, con un piede nel passato e uno nel futuro, per non dimenticare e per raccontare, con la funzione di istruire chi ignora la storia del Gaza Hospital ed esorcizzare le sofferenze di chi è sopravvissuto. Con un riconoscimento d'interesse culturale dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e vincitore del Globo D'Oro 2010 come miglior documentario, Gaza Hospital è un progetto esteso di documentazione che si concretizza in una emozionante storia che accende un faro nel buio della disinformazione.


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