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Shanghai Baby

22/03/2009 11:00

Antonella Sugameli

Recensione Film,

Shanghai Baby

L’amore si manifesta in forme imprevedibili e arriva in momenti inaspettati...

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L’amore si manifesta in forme imprevedibili e arriva in momenti inaspettati. Nike lavora come cameriera a Shanghay. Una sera TianTian, ragazzo timido e silenzioso, le confessa di essere perdutamente innamorato di lei. Tra i due nasce un amore tenero ed appassionato; ma quando, ad una festa, Coco – come si fa chiamare dagli amici – incontra Mark, si accende di una passione mai provata, tale da spingerla al tradimento e alla perdizione. Incapace di controllare il cuore ed il corpo, si troverà coinvolta nella frenesia di un eros appagante e totale, tanto intenso quanto effimero.


La vita di una scrittrice, divisa tra le pagine di un libro e la realtà vissuta: questa è la storia di Coco, una ragazza esuberante, vitale, curiosa, amante della vita, dell’energia erotica, totalizzante e coinvolgente – in senso freudiano – che tende spasmodicamente a proiettare in chi le sta accanto. Coco si innamora di TianTian, pittore impacciato e schivo il cui mondo è fatto di tele, colori, silenzi, e della sua Coco. L’ingenua e disarmante tenerezza del pittore permette alla ragazza di scoprire la forza e la costanza di un sentimento ricco di complicità, quotidianità e fiducia. Purtroppo il legame creato, seppur forte da un punto di vista emotivo, è incompleto; manca dell’aspetto complementare alla mente, il corpo. TianTian, a causa della sua impotenza, non riesce ad amare la donna come vorrebbe, tra il disagio e la frustrazione di entrambi. Quando ad una festa Coco incontra Mark, sente un fuoco divamparle in ogni fibra del suo essere. Mark è un uomo brillante, consapevole del suo fascino e del suo posto nel mondo, ma insoddisfatto sentimentalmente e sposato ad una donna per la quale non ha mai provato un trasporto carnale devastante come quello che la stessa Coco alimenta. L’attrazione spinge l’una nelle braccia dell’altro, con una foga tali da annullare il resto, condividendo, in uno spazio temporale fugace e rubato, un eros appagante e al contempo disperato. Coco si ritrova a vivere la sua vita come la protagonista del suo romanzo, alla ricerca di un senso da dare al suo essere e all’amore diviso tra due uomini completamente diversi. Pur nella consapevolezza di intraprendere una relazione impossibile, gli elementi del menage sono disposti a convivere gli uni consapevoli della presenza dell’altro, piuttosto che rinunciare all’amato. Il senso di vuoto e di disperazione li costringe a cercarsi, a volersi e a desiderarsi, senza preoccuparsi delle conseguenze: la sofferenza di uno di loro porrà le esauste coscienze sotto accusa.


È possibile amare più persone, provando per ciascuno un sentimento diverso? La protagonista ne è convinta, anche se nel corso del film la differenza tra i due tipi di amore sfuma e finiscono per essere banalizzati. Troppi “ti amo” tempestano una sceneggiatura in contrasto con la regia di Berengar Pfhal, più orientata a cogliere la frenesia di una Shanghay immensa e al tempo stesso troppo piccola per una donna, la cui forza vitale è devastante per se stessa e per chi le vive accanto. Il regista ha giustamente concentrato il potere erotico della pellicola nel corpo seducente e spigoloso di Bai Ling, provocatoria e disinibita, che comunica con ogni particella del suo corpo quando a sfiorarlo è il tocco di un uomo sfrontato e tenace, nel volerla accanto a sé come nel tenerla lontano. Qual è il confine tra amore ed eros? Non è riduttivo confondere la passione erotica con l’amore romantico? Non è eccessivo chiamare amore, il riflesso pallido di un sentimento delicato, molto lontano dal concetto di agape del mondo classico? Probabilmente l’uomo ideale sta nel mezzo, e nella scena finale del film - corrispondente all’ultima pagina del libro - Coco farà la sua scelta, questa volta tenendo conto di un altro tipo di amore: quello per se stessa.



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