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The Lunch - A Letter to America (2025), recensione film: un hamburger nell’America divisa

16/05/2026 11:00

Roberto Semprebene

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The Lunch - A Letter to America (2025), recensione film: un hamburger nell’America divisa

Gianluca Vassallo attraversa gli Stati Uniti alla vigilia del voto, raccontando solitudini, ideologie e identità attraverso un hamburger.

Nato dallo spunto di una scena vista in un diner americano, The Lunch – A Letter to America è una solida descrizione degli Stati Uniti in forma di documentario, con un hamburger come filo conduttore a legare le storie dei vari protagonisti sullo schermo. Girato nel mese precedente le elezioni che hanno decretato il ritorno di Trump alla Casa Bianca, The Lunch esplora le diverse anime degli Stati Uniti, spaziando da Coney Island agli stati del Midwest, raccontando la naturalezza con la quale, negli stessi contesti, convivono, fra i tanti, allevatori dalle forti radici conservatrici, attivisti democratici, il preside del liceo in cui si diplomò Ronald Reagan e la pastora protestante di una congrega in cui si ritrovano fedeli democratici e repubblicani a pregare lo stesso Dio. Le speranze, le illusioni e i timori degli elettori più schierati e attivi nel sostenere il proprio candidato si mescolano allo scorrere della vita di tanti che, anche se condizionati dagli esiti delle consultazioni, non si soffermano sulla sfida elettorale: chi indifferente, chi preso dalla propria attività, chi rassegnato a non avere voce in capitolo.

Frammenti di USA fra Iowa e New York

La composizione del documentario è molto frammentata, ma ha come filo conduttore principale il rapporto indiretto fra Eduardo, cuoco messicano che lavora al Parkview Diner di Coney Island, e il commentatore politico Robert, convinto esponente del movimento MAGA. Le vite dei due scorrono in qualche modo parallele, senza incontrarsi davvero mai, ma costituendo un’opposizione in realtà ricca di similitudini, in cui è principalmente la solitudine ad apparire come il tratto comune più potente. Intorno alle vite delle due persone, il regista Gianluca Vassallo costruisce la sua descrizione degli USA, componendo quadri ricchi di contrasti e armonie, fra spazi urbani e splendidi paesaggi rurali, soffermandosi su dettagli di vita di persone profondamente diverse per origini, ideali e convincimenti, che però nei gesti quotidiani risultano straordinariamente simili.

Tante vite unite da un cheeseburger

Le riprese seguono il percorso della troupe in giro per gli USA, componendo il mosaico di situazioni e spunti che costituisce la parte più strettamente documentaria del film, ma a livello narrativo la scansione temporale si può rintracciare nel percorso di un manzo che, allevato nell’Iowa, viene macellato in South Dakota per diventare la carne con la quale Eduardo, a New York, preparerà il cheeseburger chiesto da Robert giusto nel giorno della conta dei voti per le presidenziali. A consentire questo esito, così semplice in sé, è il contributo e l’inconsapevole collaborazione di tante persone ideologicamente distanti, ma accomunate dai meccanismi che muovono l’economia e la società di un Paese che basa la sua stessa esistenza, lo si voglia o meno, sulla collaborazione di tutti.

Un racconto beat in immagini

Il ritmo lento della narrazione, che affianca continui frammenti di vita delle tante persone incontrate nel corso del viaggio dell’autore a una colonna sonora che spazia dall’inno americano ai classici folk per arrivare a Rossini, richiama i racconti della Beat Generation, da On the Road di Kerouac alla produzione di Allen Ginsberg, la cui America chiude il racconto, offrendo un ennesimo spunto di riflessione sulle tante contraddizioni di una nazione che non è riassumibile, né condensabile, in una definizione univoca.

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Scheda Film

Titolo originale: The Lunch – A Letter to America
Regia: Gianluca Vassallo
Sceneggiatura: Gianluca Vassallo
Interpreti: Eduardo, Robert
Fotografia: Gianluca Vassallo
Montaggio: Gianluca Vassallo, Giulio Tiberti
Musica: Whitney George
Produzione: White Box Studio, Percettiva, The Curiosity Cabinet
Distribuzione italiana / piattaforma: Lo Scrittoio
Durata: 94 minuti

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