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La Stranezza (2022), la recensione del film di Roberto Andò con Ficarra e Picone: Toni Servillo diventa Piran

16/04/2023 15:00

Matilde Migliosi

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La Stranezza (2022), la recensione del film di Roberto Andò con Ficarra e Picone: Toni Servillo diventa Pirandello

Toni Servillo interpreta magistralmente il temperamento taciturno e schivo di Luigi Pirandello. Sorprendenti si rivelano anche Ficarra e Picone.

È più facile far piangere che ridere, ma è ancora più difficile far piangere dopo che si è fatto ridere per tutta la vita. Questa lezione sugli stereotipi ce la impartiscono Ficarra e Picone, nel ruolo di protagonisti dell’ultimo film di Roberto Andò. Accanto a loro vi è anche l’unico e inimitabile Toni Servillo, che si cala nei panni di Luigi Pirandello.

 

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Andò ci conduce nella Sicilia del 1920, dove Pirandello arriva non come guida ma da ospite per festeggiare il compleanno di Verga; tuttavia è costretto a trattenersi a Girgenti a causa della sopraggiunta morte della sua vecchia balia.

 

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Tra grotteschi problemi di burocrazia e intoppi nella sepoltura, approfondisce la conoscenza dei due bizzarri becchini, Sebastiano e Onofrio (Ficarra e Picone), che passano dal cimitero al  teatrino del paese, dove mettono in scena i loro spettacoli.

Inconsapevoli dell’identità del letterato, i due lo invitano ad assistere al loro nuovo lavoro La trincea del rimorso, ovvero Cicciareddu e Pietruzzu, un’inedita tragedia dopo molte commedie messe in scena. Quasi condotto per mano, Luigi si addentra nella terra natia (ma allo stesso tempo dimenticata), osserva di soppiatto le dinamiche umane come ammirasse una fauna locale e riversa il contenuto del suo sguardo nel grande calderone della creatività. 

 

Roberto Andò sembra attuare lo stesso procedimento artistico, interrogandosi sulle motivazioni che portarono Pirandello a realizzare nel 1921 la sua opera più famosa: Sei Personaggi in cerca d’Autore.

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Volutamente agli antipodi dell’acculturata Roma, la terra sicula è scombinata e polverosa, come l’improbabile compagnia di attori che segue Sebastiano e Onofrio sul piccolo palcoscenico. Queste due realtà friggono quando la personificazione di una entra a contatto con l’altra e le visioni artistiche si incontrano. Appare evidente anche lo stretto legame tra l’arte e la morte, che convivono serenamente nel quotidiano dei due protagonisti, dando alla vicenda una nota dolce amara. Presente nella maggior parte delle opere teatrali di Pirandello.

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Toni Servillo interpreta magistralmente il temperamento taciturno e schivo di Luigi Pirandello, il suo aggirarsi tra le vie dal paese quasi come in uno stato di trance. Si tiene sullo sfondo, dietro le quinte, come un regista che osserva la propria rappresentazione, lasciando spazio ai veri Personaggi, che popolano la sua mente tormentata di autore.

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Grandi e sorprendenti si rivelano anche Ficarra e Picone, giullari di corte che riescono a fare di necessità virtù, smussando gli angoli e anteponendo al sorriso comico il cuore passionale dell’attore, capace di trasmetterci il loro forte coinvolgimento in questa storia. 

 

Finzione e realtà si mescolano definitivamente nella vita dello scrittore, tormentato da una “stranezza”, quella di sei personaggi che lo seguono ovunque vada e lo supplicano di dare loro una storia e un obiettivo.

 

A queste figure, personaggi appartenenti alla sua vita o di pura invenzione, si aggiungeranno successivamente anche i due protagonisti, in grado di fornirgli la spinta artistica necessaria per la costruzione del dramma. Questa miscela assai poco realistica finisce per generare una “stranezza” anche in Sebastiano, una sensazione suscitata dalle notti di luna piena, in grado di procurare profondi malesseri fino allo svenimento.

È così che il titolo del film sottintende un turbamento che pervade tutta la vicenda, capace di estraniare da alcune circostanze i personaggi e, al contrario, di immergerli

completamente in altre, come nel dramma protagonista.

 

In questa unione di opposti si interfacciano campi lontani, come il dialetto stretto del paese e il perfetto italiano dell’autore, le personalità sopra le righe degli attori di Girgenti e la compostezza della compagnia di Pirandello. Questa separazione viene definitivamente rotta durante la prima romana dell’opera: per la prima volta i personaggi entrano in scena dal fondo della platea, passando tra le poltrone del pubblico, invece che dalle quinte teatrali, generando stupore e perplessità negli spettatori.

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Tra tanti scontri meta-narrativi, qui vi è un forte punto di incontro e comunione tra i due mondi: il teatro vivo e sentito, amato e ricercato, in cui si vuole rappresentare la realtà che scorre davanti agli occhi come una pellicola. 

 

Questa arte pulsante è costretta ad arrestarsi davanti agli importanti imprevisti che interrompono il suo corso: il pubblico infuriato de La trincea del rimorso perché si riconosce nella storia, e la violenta critica mossa contro Sei Personaggi in cerca d’Autore. La prima è un’opera che diventa la rappresentazione delle dinamiche del paese e dei pettegolezzi che cela; la seconda riproduce una società che non può estromessa dal suo contesto, ed è così innovativa da non poter essere apprezzata se non in futuro.

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L’ultimo lavoro di Roberto Andò riconcilia e riunisce tante richieste del cinema italiano sotto un unico film che muove quasi fisicamente lo spettatore all’interno del teatro, tra le quinte, i balconcini, persino tra le assi del palco, riscoprendo la bellezza di quest’arte.

 

L'apprezzamento condiviso ha fatto maturare all’opera una pioggia di candidature, ben 13, ai David di Donatello del 10 maggio prossimo (miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale, miglior attore protagonista - Ficarra e Picone -  miglior attrice non protagonista - Giulia Andò - miglior produttore, miglior fotografia, miglior compositore, miglior scenografia, migliori costumi, miglior acconciatura, miglior montaggio, miglior suono). Fino ad allora non ci resta che attendere e sperare che la cerimonia riservi delle gradite sorprese a noi e all’ottimo regista Roberto Andò.

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Regia: Roberto Andò
Paese, anno: Italia, 2022
Genere: Commedia
Interpreti: Toni Servillo, Donatella Finocchiaro, Luigi Lo Cascio, Renato Carpentieri, Aurora Quattrocchi, Brando Improta, Fausto Russo Alesi, Paolo Briguglia, Galatea Ranzi, Filippo Luna, Mauro Milone, Tiziana Lodato, Tuccio Musumeci, Valentino Picone, Angelo Del Romano, Antonio Ribisi La Spina, Giulia Andò, Rosario Lisma, Salvatore Ficarra, Sara Mennella
Sceneggiatura: Roberto Andò, Massimo Gaudioso, Ugo Chiti
Fotografia: Maurizio Calvesi
Montaggio: Esmeralda Calabria
Musiche: Michele Braga, Emanuele Bossi
Produttore: Attilio De Razza, Angelo Barbagallo
Casa di Produzione: Bibi Film, Amazon Prime Video, Tramp Ltd., Rai Cinema, Medusa Film
Distribuzione: Medusa Film

Durata: 103’

Data di uscita: 27/10/2022

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