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Star Wars Story: l’era Disney, gli spin-off e le 3 generazioni di fan

08/03/2018 13:09

Marco Filipazzi

Speciale Film, Star Wars,

Star Wars Story: l’era Disney, gli spin-off e le 3 generazioni di fan

L'acquisto di Lucasfilm da parte di Disney, il successo di Rogue One, l'attesa per Episodio VIII: come hanno affrontato i fan questi 40 anni di Star Wars?

L'acquisto di Lucasfilm da parte di Disney, il successo di Rogue One, l'attesa per Episodio VIII: come hanno affrontato i fan questi 40 anni di Star Wars?

Era l’ottobre del 2012 quando venne ufficializzata la notizia che la Lucasfilm, casa di produzione fondata da George Lucas nel 1971, sarebbe stata acquistata dalla Disney per 4,05 miliardi di dollari.

 

«Per me è tempo di passare Star Wars a una nuova generazione di filmmaker» dichiarò Lucas. E la casa di Topolino non se lo fece ripetere due volte, annunciando nel giro di qualche settimana una nuova trilogia che avrebbe proseguito l’epopea della famiglia Skywalker. Il film si sarebbe intitolato Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della Forza e avrebbe visto J.J. Abrams – già autore del “restyle” di Star Trek – in cabina di regia.

 

La notizia venne accolta dai fan con sentimenti contrastanti, che spaziavano dalla felicità estrema al pessimismo più nero per quanto concerne l’entrata in scena della Disney. La data d’uscita del film venne fissata per il 18 dicembre 2015 (in Italia e in altri paesi europei e asiatici il film uscì invece il 16 dicembre) e più il tempo trascorreva, più materiale promozionale usciva.

 

Il mondo venne sommerso dal merchandising di Star Wars come mai, a memoria, era stata fatta prima. La Disney arrivò a brandizzare persino le arance: se non è marketing estremo questo!

 

Star Wars, Episodio VII

Il 16 dicembre 2015, come ogni fan che si rispetti, avevo il biglietto in tasca da almeno metà ottobre, per assistere al primo spettacolo serale nella sala Energia del bcinema Arcadia di Melzo. Per chi non lo sapesse è la sala che quest’anno ha vinto il premio New Screen of the Year assegnato dall’associazione mondiale dei professionisti dell’industria cinematografica: non puoi dire di aver vissuto davvero un film se non l’hai visto lì!

 

Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della Forza però non lo vidi quella sera, perché dovetti accompagnare mia moglie in ospedale: era incinta, perciò mentre i miei amici erano nella sala Energia, io ero in sala parto. Mia figlia nacque 36 ore più tardi, alle 11.30 del mattino del 18 dicembre, il giorno in cui Episodio VII uscì ufficialmente nei cinema di tutto il mondo. Andai a vederlo meno di 24 ore, mentre la famiglia era ancora in ospedale.

 

Sono passati due anni e ormai si contano le ore per sedersi in sala e ammirare Star Wars: Episodio VIII - Gli ultimi Jedi. Per ovvie ragioni mia figlia non verrà al cinema con me, ma adesso, quando vede qualche rullo pubblicitario passare in tv, ogni volta che appare la maschera nera di Kylo Ren, punta il dito verso lo schermo e grida compiaciuta «Papà!». Sono soddisfazioni. La Forza scorre potente nella mia famiglia.

 

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L’era Disney

Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della Forza ebbe sui fan di vecchia data lo stesso effetto della trilogia prequel, un equilibrio delicatissimo tra amore e odio. Amore nel ritrovare tutti i vecchi eroi in un punto cruciale della loro esistenza, il passaggio di testimone a una nuova generazione di personaggi; odio perchè di fatto il livello di ruffianeria fan-service era altissimo e la trama è – inutile negarlo nascondendosi dietro un dito – una copia carbone di Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza.

 

Io ho amato la trilogia classica e apprezzato quella dei prequel, ma l’bera Disney/b mi risulta assai meno digeribile. Anche se devo darle atto di una cosa: quando uscì Episodio VII mio nipote aveva 8 anni e andò a vederlo un pomeriggio con alcuni suoi amici. Mio nipote non è uno che si entusiasma facilmente per qualcosa, ma quando uscì dalla sala era letteralmente rapito.

 

Come già accaduto per la trilogia dei prequel, questi nuovi film dell’era Disney hanno trovato il modo di accattivarsi il giovane pubblico, mantenendo anche un occhio di riguardo al passato.

 

Per assurdo Rogue One: A Star Wars Story – il primo spin-off della saga uscito il Natale scorso – è un’operazione fatta nel senso opposto, molto più vicina ai gusti del “vecchio pubblico”, con un tono più serio che si adatta perfettamente all’atmosfera guerrafondaia di cui il film è intriso. Infatti a mio nipote piacque, ma con entusiasmo più contenuto rispetto all’Episodio VII; io invece mi sarei alzato sulla poltrona ad applaudire per gli ultimi 2 minuti di film.

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Tre generazioni di fan

 

Star Wars è una saga che a maggio 2017 ha festeggiato 40 anni dall’uscita del primo film, il che non è una cosa da sottovalutare. Facendo due conti spicci, chi all’epoca vide Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza in sala da 16enne, all’uscita di Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma, nel 1999, ne aveva 38 e magari è andato al cinema a vedere il film con suo figlio, trasferendo a lui questa passione. Quest’anno ne ha compiuti 56 e magari potrebbe andarci addirittura con suo nipote, in una bella reunion familiare per spezzare le abbuffate natalizie e celebrare l’epopea degli bSkywalker/b.

 

Nello Speciale sulla trilogia classica scrivevo che parte del successo della saga è dovuto al fatto di mettere al centro delle storie una famiglia che ognuno di noi, in cuor suo, avrebbe voluto fosse la propria. Ebbene, in un certo senso ciò è avvenuto, per me come per migliaia di altri fan sparsi per il pianeta: Star Wars è entrato nelle nostre vite ed è diventato una presenza costante che ci ha accompagnato negli anni, evolvendosi e mutando il proprio linguaggio per far breccia nel cuore di un pubblico che, in questi 40 anni, è anch’esso mutato.

 

Io non so per quanto ancora avrò voglia di continuare a seguire Star Wars, i suoi spin-off e l’annunciata nuova trilogia curata da Rian Johnson, ma questa galassia lontana lontana non ruota solo attorno ai vecchi fan. Finché riuscirà ad appassionare ed entusiasmare le nuove generazioni, finché qualcuno amerà questi personaggi e seguiterà a presentarsi alle anteprime vestito da Sith o da Jedi, allora avrà senso continuare.

 

Perché questo è il vero senso della saga creata da George Lucas ormai 40 anni fa: farci perdere in un mondo che non è il nostro, ma che sentiamo terribilmente vicino; al punto che vorremmo perderci in quelle avventure, tra quei pianeti, sino a imparare i misteri più reconditi della Forza.


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